
Trovi Harkin a poppa, solo contro la murata, con una bottiglia di rum spagnolo in una mano e il cannocchiale nell'altra. Fissa l'orizzonte come se potesse leggere il futuro nelle stelle. Il vento della notte gli scompiglia i capelli grigi, e per un istante sembra quasi un uomo comune—non il capitano che ha ordinato l'abbordaggio senza esitazione.
Ma tu non sei venuto per parlare del mare.
I tuoi passi sono fermi. La tua voce è calma—sempre calma, come ti hanno soprannominato. "Capitano."
Harkin non si volta. "Ronan il Calmo." Il tono è divertito, ma non derisorio. "Sapevo che saresti venuto."
"La stiva della Catalina," dici. Nessun preambolo. Nessuna scusa. "Dodici anime in catene."
"Merce," corregge Harkin, ma la parola suona vuota persino a lui. Beve un sorso lungo. "Mercanzia che cammina. Vale forse duecento pezzi da otto a Nassau, se troviamo il compratore giusto."
"Valevano di più prima che voi li metteste in catene."
Le parole escono prima che tu possa pesarle, ma non le ritrai. Harkin si volta finalmente, e i suoi occhi—freddi, calcolatori—ti studiano come se ti vedessero per la prima volta.
Il silenzio si estende. Poi Harkin ride. Una risata secca, senza allegria.
"Perdio, ragazzo. Sei un ex schiavo che parla ai prigionieri come se fossero suoi fratelli—perché lo sono—andando dritto dal capitano a sfidare la sua decisione." Ti guarda con qualcosa che non ti aspetti: rispetto. "Non hai paura di me."
"Ho più paura di ciò che diventerò se non parlo," rispondi.
Harkin beve ancora. Poi, con un gesto lento, ti offre la bottiglia.
"La ciurma si aspetta di venderli," dice, e ora la sua voce è bassa, misurata. "Sei giorni a Nassau, e il compratore è già stato contattato da Morrison. Questo è il modo del mondo, Ronan."
"Voi non siete il mondo. Siete il capitano."
"E se dicessi che ho bisogno di un chirurgo che sappia tenere a bada una ciurma e parlare con la autorità di un dannato profeta?" Harkin si appoggia alla murata, incrociando le braccia. "Morrison è vecchio. Beve troppo. Le sue mani tremano quando taglia. Un giorno perderò un marinaio per colpa sua."
Ti fissa. "Tu hai salvato tre uomini oggi. Hai fermato una granata con un taglio preciso. E ora vieni qui a dirmi che quei prigionieri meritano qualcosa di meglio di una vendita al miglior offerente."
"Non posso liberarli senza che la ciurma si ribelli," dice Harkin, e per la prima volta la sua voce suona stanca. "Ma potrei... negoziare. Se tu parlassi per loro. Se convincessi gli uomini che vale di più averli come mani libere che come merce venduta."
Si china verso di te. Il suo alito sa di rum e tabacco.
"Quarantadue mani sulla Sea Witch. Quella nave catturata ne richiede almeno venti per essere governata. Quei dodici nella stiva—se giurano fedeltà, se combattono per noi—valgono più di duecento pezzi da otto."
"Ma Morrison è dalla parte della vendita. E Morrison ha orecchie nella ciurma."
Harkin ti porge il cannocchiale. "Domani mattina, prima che attracchiamo a Nassau, terrò consiglio. Morrison parlerà per la vendita. Tu parlerai per l'alternativa."
Il peso di quelle parole scende su di te come un'ancora.
"Se perdi, quei dodici finiranno in catene di nuovo. E Morrison ti guarderà sorridendo." Harkin si allontana. "Se vinci... beh. Allora sarai più di un chirurgo con un bel soprannome."
Si ferma sulla scaletta. "Ronan il Calmo. Domani dimostrami che quel nome vale qualcosa."
La luna getta la sua luce fredda sui ponti. Da qualche parte sotto di te, dodici persone attendono in catene il verdetto di uomini che non le considerano umane.
Domani, la tua voce sarà l'unima cosa tra loro e la schiavitù.
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Ronan Tidebreaker
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Ronan Tidebreaker's rise aboard the *Sea Witch* was forged in battle and tempered by its aftermath. During the raid on the Spanish merchant vessel *Santa Catalina*, he and the fighter Liam developed a...