
Il suono costante delle onde contro lo scafo, il cigolio delle assi di legno, il lontano richiamo dei gabbiani... tutto svanisce nel denso, umido calore della cambusa. Ronan riprende il suo posto su uno sgabello basso, davanti a un mastello di acqua salmastra e un cumulo di patate rugose, la pelle marrone macchiata di terra.
Il coltello da cucina—una lama spessa e ottusa—è un mondo diverso dal suo bisturi affilato. Taglia con forza, non con precisione. Ogni patata rotonda viene afferrata, tagliata in quarti grezzi, poi gettata in un pentolone di rame che sospira sul fuoco basso. Il movimento è monotono, quasi ipnotico. Le sue braccia, già doloranti per i lividi della rissa, iniziano a bruciare con una fatica sorda e persistente.
Il cuoco, un uomo massiccio di nome Bartholomew con una barba grigia incrostata di grasso e una cicatrice che gli solca la guancia sinistra, si muove nello spazio angusto come un orso in una tana. Sfrigola del pesce salato in una padella, mescola un brodo denso, lancia occhiate a Ronan.
"Taglia più piccolo, ragazzo," grugnisce, senza guardarlo direttamente. "Non siamo a un banchetto del governatore. È roba per marinai. Deve cuocere in fretta e riempire la pancia."
Ronan annuisce, regolando la sua tecnica. Riduce i quarti in pezzi più irregolari. Il sudore gli cola lungo la tempia, mescolandosi alla patina di sale che già ricopre la sua pelle. L'aria è satura di vapore, odore di cavolo bollito, pesce stantio e il tanfo perpetuo dell'acqua di sentina che sale dalle profondità della nave.
Dopo un'ora, Bartholomew si ferma, appoggiandosi al tavolo centrale ricoperto di segni di coltello. Si asciuga la fronte con l'avambraccio.
"Sei scappato dalle piantagioni," dice, non una domanda ma un'affermazione piatta. I suoi occhi, piccoli e infossati, studiano Ronan con un'intensità inaspettata. "Lo sento. Hai quella... rigidità. Quella paura che non se ne va mai del tutto."
Ronan smette di tagliare, la lama sospesa a mezz'aria. Il cuoco ha colpito nel segno con una precisione che fa male.
"Non è paura," replica Ronan, la voce più bassa del previsto. "È cautela."
"Chiamala come vuoi," fa Bartholomew, alzando le spalle. "Qui, serve a poco. Sulla Sea Witch, o sei utile o sei zavorra. Harkin ti ha preso perché ha visto qualcosa. Forza, forse. Disperazione, di sicuro. Ma se vuoi sopravvivere al tuo primo vero colpo di vento, al primo abbordaggio... devi essere più di un tagliatore di patate."
Posiziona davanti a Ronan un pezzo di merluzzo salato, duro come il legno. "Ecco. Questo è il tuo prossimo compito. Deve essere ammollato, raschiato, pulito. È un lavoro da dita sanguinanti. Fallo bene, e forse ti mostro come si tiene una lama vera. Non quel giocattolo che porti addosso."
Il riferimento al bisturi fa sobbalzare Ronan. Lo sente, pesante e familiare, nella sua fascia nascosta.
Il lavoro sul pesce è un supplizio diverso. Le squame sono come scaglie di ferro, il sale brucia le piccole ferite sulle sue dita. Deve immergerlo a lungo, poi raschiare con determinazione. È un test, chiaro e semplice. Un test di resistenza, di volontà di sporcarsi le mani con il lavoro più viscido e umile.
Mentre è chinato sul mastello, sente un trambusto sul ponte superiore. Voci alterate, un comando urlato, il tonfo di qualcosa di pesante. La Sea Witch non è più solo un rifugio; è un organismo vivente, e qualcosa sta cambiando nel suo ritmo.
Bartholomew alza la testa, ascoltando. "Ah," mormora. "Pare che il nostro caro capitano abbia deciso di fare una piccola... deviazione. Non siamo più in acque tranquille, ragazzo."
Il suo tono è grave. L'atmosfera nella cambusa si raffredda di dieci gradi.
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Ronan Tidebreaker
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Ronan Tidebreaker's rise aboard the *Sea Witch* was forged in battle and tempered by its aftermath. During the raid on the Spanish merchant vessel *Santa Catalina*, he and the fighter Liam developed a...