
Il richiamo del pericolo
Il coltello da cucina scivola sul tavolo con un tonfo sordo mentre Ronan si alza, le dita ancora intorpidite dal sale e dall'acqua salmastra. Bartholomew lo fissa con uno sguardo che potrebbe perforare il fasciame della nave, ma non dice nulla. Forse vede qualcosa nei suoi occhi—la stessa determinazione che lo ha portato a fuggire dalle piantagioni.
Scalare la stretta scalinata che porta al ponte è un'impresa con le braccia che bruciano per la fatica. L'aria cambia immediatamente: il fetore della cambusa lascia il posto al vento salmastro che sferza il viso. La luce del sole acceca per un attimo, ma quando gli occhi si abituano, la scena è chiara.
La Sea Witch ha virato di bordo, le vele spiegate al massimo per catturare ogni refolo di vento. L'equipaggio è in frenetica attività, alcuni arrampicati sulle sartie come scimmie, altri che trascinano casse di munizioni verso i cannoni—cannoni che Ronan non sapeva nemmeno esistessero.
Al centro del ponte, il capitano Harkin punta un cannocchiale verso l'orizzonte. "Là! Due punti a dritta!" urla, la voce tagliente come la sua sciabola.
In lontananza, una sagoma scura taglia le onde. Una nave mercantile, la bandiera spagnola che sventola orgogliosamente sull'albero maestro. Il cuore di Ronan accelera. Non è più solo un cuoco. Sta assistendo al suo primo abbordaggio.
"Tu! Il nuovo!" Uno dei marinai più anziani—un uomo con un orecchio mozzato e denti d'oro—lo afferra per un braccio. "Aiuta a preparare le gomene per l'arrembaggio. E se hai paura, tienila per te, o finirai in mare."
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