
La luce tremolante della lanterna proiettava ombre danzanti sulle pareti di pietra mentre Seraphina fissava Kael, determinata a strappare ogni informazione utile prima di prendere una decisione.
«Queste creature...», chiese, abbassando la voce al limite dell'udibile. «Che aspetto hanno? Come le hai evitate finora?»
Kael si passò una mano sul viso sudato, gli occhi che scrutavano l'angolo più buio della stanza come se temessero una presenza invisibile. «Non sono umani. Nemmeno bestie. Sono... deformati.» La sua voce si incrinò. «Pelle grigia, occhi senza pupille. Alcuni hanno arti in più, altri sembrano fusi con armi o armature. Grolk li chiama "i Perfettibili".»
«L'Occhio di Balor», riprese Seraphina, ignorando il brivido che le correva lungo la schiena. «Perché lo cerca?»
«Non lo so con certezza», ammise Kael, «ma ho sentito i suoi uomini parlare di un potere antico. Qualcosa che può "forgiare il vero metallo".» Si strinse nelle spalle. «Forse è solo una leggenda, ma Grolk ci crede. Ha sacrificato decine di persone per trovarlo.»
Un tonfo sordo risuonò nel corridoio, più vicino di prima. Kael si irrigidì, la mano che si chiuse attorno a un coltello arrugginito. «Dobbiamo muoverci. Se restiamo qui, ci troveranno.»
Seraphina guardò Theron, ancora pallido ma stabile, poi i pochi oggetti rimasti nel kit di pronto soccorso. Le opzioni erano chiare: fuggire verso un pericolo conosciuto o affrontare l'ignoto in quel rifugio.
Cosa farai?
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